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13's Mistery TheatreOctober 06 We've got Cash.Bad luck wind been blowing at my back Jhonny Cash - Thirteen September 11 11 Settembre sì, ma.Oggi, 11 Settembre, si commemora l'attentato suicida portato ai danni del World Trade Center di New York, avvenuto nel 2001. Grande è il cordoglio del mondo civilizzato, verso una tragedia che ha fatto collassare una situazione mondiale. Sì. Ma. Questo triste anniversario, mi fa capire come la gente riesca a ricordare solo ciò che preferisce, e che l'ignoranza storica purtroppo dilaghi. E' il caso di una situazione che, causa la mia paternità chilena, in parte mi tocca: nell'11 Settembre 1973 il Chile subiva lo scoppio del colpo di stato da parte delle forze armate di Augusto Pinochet. Durante l'attacco, perde la vita il Presidente Salvador Allende. Da quell'11 Settembre, il Chile conobbe il peso della dittatura militarista di Pinochet, ed il resto è storia. E' molto bello vedere come il mondo possa unirsi per il dolore di un popolo, meno bello vedere come faccia in fretto a dimenticarli quando lo scalpore scende. Oggi il 13 commemorerà i morti delle torri Gemelle, e i morti in Chile durante e dopo il golpe. July 29 Last day at work.Approfitto di questo godereccio momento notturno del mio appena passato ultimo giorno lavorativo, per dare voce a Giorgio Bocca, che ha scritto un articolo molto interessante su Il Venerdì di Repubblica. Come è ormai consuetudine, lascio ai lettori la possibilità di esprimere la propria opinione al riguardo. "Il pattume di questa calda estate. Ho ordinato come ogni anno il vino bianco del Friuli e non è più quello; ora che il vignaiolo è morto e l'azienda è passata ai figli, non distingui più un vino dall'altro, tutti ti lasciano un bruciore di stomaco prima sconosciuto. E questo è il bello o il brutto della cultura del vino in Italia, che se non le stai dietro ogni vendemmia, ogni pigiatura, ogni lavorazione del mosto, hai delle brutte sorprese. Perché i vecchi muoiono e i figli tagliano la fatica e le cure, organizzano le presentazioni invitando un attore o una cantante e la pulizia del vino va a farsi benedire. E' scoppiata la moda del vino in Italia: e quando scoppiano le mode è la confusione generale. Il paese è pieno di mostre, feste, cerimonie in cui folle di concittadini, fino a ieri astemi, fanno ruotare il vino nei calici di quel maestro vetraio austriaco senza i quali non c'è vino di qualità, non fai in tempo a versarglielo che lo guardano dall'alto e dal basso, in trasparenza, ad occhio incollato al bicchiere o a braccio teso. E poi lo odorano, lo girano e rigirano come se avessero passato la vita a fare il sommelier. E ogni mese c'è una nuova moda, del vino siciliano, di quello umbro, tutti lavorato in modo da essere irriconoscibili rispetto ai bianchi meridionali più fini di un Tocai, o a quelli della Franciacorta più essenziali degli champagne. Ci sono delle macchine che danno al vino la gradazione alcolica che si vuole, di tredici, di quattordici gradi, che un tempo erano dei vini da dessert. E' successo nei vini, come nelle medicine, come nei libri, come in tutto: abbondanza e imbonitura. Ogni giorno il bestseller americano che ha venduto un milione di copie, ogni giorno qualche allegra ragazzina di provincia che racconta i suoi amori. Nella calda estate, sui giornali le band di strimpellatori e urlatori si moltiplicano, la demenza dei festivalbar straripa, la televisione-immondizia non dà tregua, non solo per quello che è, ma per quello che minaccia di essere: i matrimoni dei ricchi, le feste con seicento invitati magari in concorrenza la stessa sera, andiamo dai Tronchi Gruviera o dal meccanico miliardario di Verzuolo, invitiamo qualche onorevole o qualche figliola della tv e, magari, qualche giornalista che lavora a pagamento per i servizi segreti, come quel "fonte Betulla". Numerari dell'Opus Dei sequestrati per affari sporchi, alti burocrati sportivi processati per corruzione, mariti omicidi che buttano la moglie pugnalata in un cassonetto: nessuna differenza fra la cronaca bianca e quella nera." July 27 "Volo d'Anime" + cose serie.Approfitto della giornata sfiancante ma corta (e penultima) di lavoro, per ridarmi voce su questo spazio.
Partirò con il resoconto della missione "Volo d'anime": Partenza improvvisa col mio socio di fiducia Zero, due giovani burbe della legione straniera in macchina con noi. Arriviamo in perfetto tempo al Magnolia Club, dove stanno per suonare i Soulfly tristemente preceduti dai Linea 77. Il tempo di una (non proprio) breve chiamata alla mia metà, e dopo una (non proprio) breve attesa iniziano a raffreddare il pubblico il gruppo di apertura. Tanto bravi che anche l'impianto audio decide di togliere aria alla parte destra per dei buoni 10 minuti. Ma la tortura non può durare tanto, ed ecco che la formazione: .Mark Rizzo, chitarra .Bobby Burn, basso .Joe Nunez, batteria .Max Cavalera, voce chitarra percussione acustica Sale sul palco! In forma smagliante, un Cavalera quasi sciamanico guida energicamente e selvaggiamente il gruppo attraverso una buona ora e mezzo di concerto, che il Vostro fidato 13 ha documentato con foto, tutte disponibili nell'album. Sonorità definibili "nu-metal" (anche se a parere personale, il termine è estremamente limitativo) si fondono con tribal, latin, e percussioni quasi brasilene. Uno spettacolo di luci, fumi e buona musica sparataci ad altezza d'uomo a 5.56 watt. Purtroppo le due reclute straniere avevano il rientro in caserma veramente presto, e così siamo dovuti volare in stazione per permettergli di tornare senza punizioni. Toccata e fuga quindi ma sicuramente non a bocca asciutta, anzi! Ma passando a cose più serie, mentre i disinformati dedicano tutte le loro attenzioni ai problemi della Juventus, la giustizia viene sempre più sbeffeggiata con l'indulto, e la situazione di guerra non sembra affatto migliorare, sul Corriere della Sera dell'altro ieri, mi capita di leggere un articolo molto interessante, a cura di Francesco Alberoni. Mi permetto di trascriverlo completamente senza commentarlo, lascio a voi la possibilità di esprimere le vostre opinioni al riguardo. "Un ragazzo uccide il padre, una donna si suicida insieme ai suoi due bambini, un uomo massacra una quindicenne, un giovane accoltella un conoscente. Interroghi i vicini di casa, i familiari, il padre e la madre, i fratelli, e la risposta è sempre la stessa: era gente tranquilla, perbene, lui un bravo ragazzo, chi mai avrebbe potuto immaginare una cosa simile? Mai un sintomo, un indicatore, un indizio che potesse far temere lo scoppio di tanta violenza. Ma davvero non c'era? O la gente semplicemente non osserva, o guarda in modo distratto perché non sono fatti suoi? O invece ha visto qualcosa ma ha preferito non preoccuparsi, dimenticarselo? O, infine, aveva capito che il problema c'era, ma ha taciuto, l'ha tenuto nascosto. Quanti genitori, sopratutto quante mamme, sanno in realtà che il loro figlio è un violento, ma sperano di farlo star buono trattandolo con dolcezza e lui sta al gioco comportandosi con lei in modo affettuoso. E non vogliono far sapere che cosa fa fuori di casa e, se qualcuno lo dice, balzano in sua difesa come leonesse. Per cui tutti tacciono e smettono di vedere. E' più facile che se ne accorga un estraneo, magari in un incontro casuale e scambiando solo poche parole. Perché la prima impressione è come una lastra fotografica vergine che registra in modo obiettivo, senza le deformità del rapporto formale. Vi sarà capitato di entrare in una casa, di vedere due coniugi e accorgervi che c'era fra di loro una tensione dolorosa, drammatica. O di incontrare una persona che ha negli occhi il vuoto della disperazione. O un automobilista che scende dalla sua macchina dopo aver tamponato chi gli stava davanti, pieno di odio. O, incontrando un funzionario, un magistrato, di percepire il gelo mortale, la fredda cattiveria del suo animo. Oppure di capire, dal sudore, dallo spasimo del corpo, dalla tensione dei suoi muscoli che quel giovane maschio è pronto a stuprare o a uccidere. Più difficile prevedere quello che gli psichiatri del passato chiamavano il raptus melanconico, il depresso che diventa improvvisamente violento e uccide se stesso e i suoi cari. O nella donna il gusto di accumulare una tensione, che poi esploderà improvvisa lasciando l'uomo di schianto. E nell'uomo così lasciato la violenza nascosta dietro le dichiarazioni d'amore, la preghiera, il pianto, ma pronta a uccidere. Sì, se teniamo desta la nostra intelligenza e la nostra vigilanza, un segno lo troviamo sempre." July 10 Unti e Bisunti, we are the champions my friend.GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOD MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOORNING, Milan!
Ed eccomi cronista d'eccezione per un'organizzazione eccezionale. Pianificazione del Sarge Goblin, orario e punto di raccolta: 2000, ristorante "il Maggiolino" in via giambellino.
Presenti, Drunks of War: Rhyne e Fede, Goblin e GiuGiu, Il Bastardo e Vale, Qad e "Sara", il mio socio di fiducia Zero, Dave, Er Tonaz, il sottoscritto e la sua metà Fra, Shark e Bea. Mercenari: Marco, Paola (o Claudia? Spero di fare gaffe), Max e amico, altro + bigboobs girl. Marina: Ammiraglio Morgan. Quello che si chiama "muoversi in massa"! Insomma ore 2030 c.ca ci si trova finalmente tutti davanti al ristorante, le cui premesse erano "Carne,carne,carne. Niente posate. Alcool a sfinimento.". Che dire, nessuno di noi avrebbe mai rifiutato una proposta così indecente. Prendiamo possesso del nostro tavolo, il posto è ancora calmo, per ora quasi vuoto. La mitica Lori (alla quale più di metà del tavolo... Una botta non gliel'avrebbe certo negata) inizia a prendere le ordinazioni, mentre i baldi giovini militari al tavolo iniziavano, non resistendo al richiamo naturale della battaglia che ci forgia, iniziano a tirarsi arachidi da parte a parte. E' solo il presagio. Non passa poi tanto tempo prima che il Fiero Corpo, accompagnato dai mercenari e la Marina, inizi a degenerare. Quattro brocche piene di birra, bruschette, vino, e taglieri di salumi avevano preso le loro posizioni sui tavoli ed erano stati svuotati con la velocità di un caricatore di 5,56 NATO. Gli stomaci stavano solo venendo oliati in preparazione dei c.ca 6 vassoi di carne assortita, patate fritte e pannocchie che i fieri militi avrebbero spazzolato peggio che in tempo di guerra! Il locale devastato, per terra chiazze di unto, bossoli di arachidi ovunque, le crocerossine portavano via i corpi dei primi caduti (Con disonore). The drums of war thunder, once again. Qualcuno nel caos urla "sperma di rinoceronte?? Quanti??" e la risposta "TUTTI!!", poco dopo ci viene consegnato questo bicchiere, e qui non mi scuserò per la volgarità, a forma di CAZ*O! Il Sarge subito mette in piedi la galleria fotografica dei vari drink, e di quanto più si riuscisse a farlo entrare in bocca. Come potrete ben immaginare, per motivi che non starò qui a spiegare, il vostro Sergente di fiducia è riuscito a distaccarsi notevolmente dal resto del corpo stupendo tutti. Le foto del Sarge Goblin confermeranno. Digressioni a parte, dopo aver messo doverosamente a ferro e a fuoco il locale, aver sparso sale sull'erba circostante, ci dirigiamo tutti satolli in zona Marghera. Non prima però di aver salutato Er Tonaz che parte per una missione solitaria all'Aquatica. La sosta in Marghera non si prolunga troppo, giusto il tempo di un tamponamento di un inetto incompetente ai danni della macchina di Max (Se ho capito bene), dopodiché, sotto le forti pressioni di Fede, Fra e Giulia, noi uomini dalla scorza durissima ma dal cuore tenero q.b., cediamo e ci dirigiamo verso l'ultima, rilassante tappa dei Drunks of War: le molle di Pagano! La fauna di zarri non ci disturba minimamente, e dopo esserci fatti strada tra le liane a suon di machete, ci concediamo finalmente il meritato riposo digestivo sugli accoglienti tappetini elastici, e l'abbiocco semi-poetico (Come cantava Neffa ai bei tempi: "d'estate fumavo, e poi cercavo le costellazioni") ci prese fino al momento di tornare tutti, contenti goduti satolli rilassati e divertiti, nelle nostre brande. Ma i D.O.W. non si fermano qui! Sopratutto se domenica sera è domenica di finale di Coppa Mondiale!
Eccoci pronti alle 2000 al Nox, megaschermi, panino con sarciccia, birra ghiacciata (e rutto libero). La tensione era alta e il tifo alle stelle, il fischio d'inizio fa calare un sipario di silenzio religioso, ma che ecco che al settimo minuto viene spezzato subito da urla tutt'altro che ecclesiastiche, per il primo goal della Francia, su Rigore di Zinedine Zidane. Non mi dilungherò nel raccontare una partita che tutti gli Italiani hanno sofferto e poi goduto, il goal di Materazzi è stato il primo battito cardiaco nazionale dopo il rigoraccio del toro francese. Il violento gesto di stizza verso Materazzi mi ha personalmente lasciato basito e affamato di chiarimenti. L'ultimo rigore di Grosso è stato l'urlo di uno stivale che le ha suonate alle chiappe francesi. Il seguito lo avete potuto leggere su tutti i quotidiani: l'italiano ha fatto sentire la sua gioia per questo mondiale sudato, vinto respirando l'aria cattiva del calciopoli. Seppur io stesso sia partito assolutamente disinteressato, mi ritrovo ad ammettere che l'idea che anche la mia generazione abbia potuto sentire un cronista urlare "campioni del mondo", è per lo meno soddisfacente ed emozionante. E così, tra i deliri esultanti dei milanesi tutti, tra le trombe, i clacson le urla e i tricolori sventolanti, i reduci D.O.W. tornano nelle loro case. Una nuova settimana sta iniziando, ma solo in vista del prossimo week end. Avanti così Drunks of War, campioni del divertimento. (Last but not least, ringrazio il Sarge Goblin e la sua dolce metà per la pazienza portata durante l'attesa della sostitutiva e i vari accompagnamenti qua e la) |
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